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All'intersezione
dei due assi del nucleo urbano fortificato si apre Piazza del
Comune, contornata quasi interamente da portici e parte del
complesso dei più significativi edifici pubblici di Soncino.
Edificio
dominante ed uno degli elementi caratteristici del panorama soncinese
è la Torre civica a pianta quadrata, che si eleva dal vecchio Palazzo
Pretorio, di cui sono ancora visibili solo alcune porzioni.
Sullo stesso lato orientale della piazza, interventi successivi hanno
sovrapposto all'architettura originale una facciata di impronta
veneta-minore sormontata da una coppia di "mori" alla
maniera di piazza S.Marco in Venezia, dono della Serenissima durante
due brevi periodi del suo dominio su Soncino.
Sul limite meridionale, dietro il municipio odierno, la chiesa
di S.Giacomo costituisce un cospicuo esempio di architettura
romanico-lombarda, tuttora evidente nonostante gli interventi barocchi
del Sei e Settecento. Particolarmente significativi il campanile
ettagonale e le vetrate di frate Ambrogino da Tormoli, realizzate
nel 1495.
Ad oriente della chiesa, il convento domenicano che ebbe fra i
suoi priori Michelangelo Ghisleri di ritorno dalla Sorbona,
destinato a divenire Pio V, il Papa animatore della Lega cristiana che
sconfisse la flotta ottomana a Lepanto, poi santificato soprattutto
per l'impegno nell'attuazione degli indirizzi di recupero morale
tracciati dal Concilio Tridentino.
La Pieve, dedicata a S.Maria Assunta, fu rimaneggiata dopo il terremoto
del 1802 ed ampliata verso la fine dell’800 ad opera dell'arch.Maciachini.
Al suo interno conserva pregevoli dipinti e sculture, ma l'opera di
gran lunga più importante è la tela di Matthias Stom, un
caravaggesco fiammingo a lungo attivo a Roma, a Napoli e in Sicilia,
rappresentante “Vespasiano che fa liberare Giuseppe Flavio dalle
catene”, un dipinto tutto giocato sul contrasti di luce e sul forte
contenuto emotivo della grazia insperata che viene concessa per
liberalità dell'imperatore.
Più a settentrione, si trova la
Casa degli Stampatori, ora sede del
museo della Stampa e del Centro Studi Stampatori Soncino; essa
è ritenuta tradizionalmente la sede della stamperia ebraica
soncinese, una delle prime e più insigni, voluta intorno al 1480 da Israel
Nathan, dotto rabbino e guida della comunità ebraica stabilitasi
a Soncino anni prima per concessione degli Sforza.
Dopo il periodo di attività soncinese, che vide la realizzazione di
splendide edizioni, l'attività fu continuata in numerose altre città
italiane e dell'oriente; l'ultima traccia degli stampatori Soncino li
segnala al Cairo ormai nella seconda metà del XVI sec.
la
visita continua ...
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