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Non
è difficile immaginare quanto costasse un libro quando ogni pagina
doveva essere pazientemente trascritta dalla mano abile, ma
necessariamente lenta, di un amanuense. Pochi libri valevano un
patrimonio.
Verso la metà del '400, l'ingegno umano segnò una delle sue più suggestive
vittorie con l'invenzione della stampa a caratteri mobili, con i vari
segni alfabetici. Componendoli insieme, si aveva pronto il testo da
stampare.
Fu Giovanni Gutemberg che nel 1455 impiegò per la prima volta
caratteri mobili metallici: precisi e resistenti. La Bibbia fu il
primo libro che egli stampò, con un povero torchio, nella città
tedesca di Magonza. L'invenzione si diffuse rapidamente.
Anche
nella vicina città di Spira la nuova invenzione ebbe immediato
successo.
Qui viveva la famiglia del medico-rabbino Israel Nathan che, a
causa di una delle numerose persecuzioni anti-ebraiche, dovette
cercare paesi più ospitali.
Gli Sforza, signori di Milano, accolsero volentieri questi emigrati e,
avendo ricevuto da loro un sostanzioso prestito di denaro, li
autorizzarono a svolgere l'attività a Soncino, una città di confine
che stava vivendo, proprio in quegli anni, il suo rinascimento con
grande sviluppo di iniziative artigianali, commerciali e culturali.
Ma la creazione del Monte di Pietà, che certamente ostacolò il loro
lavoro, li stimolò ad iniziare la nuova attività di stampatori,
vedendo in essa la prospettiva economica e la possibilità di
diffusione dei sacri testi.
Nel 1483, solo 28 anni dopo la scoperta di Gutemberg, in Soncino viene
stampato il loro primo libro di cui si abbia notizia.
La stamperia fu attiva nella nostra città per una decina d anni. Poi
gli ebrei dovettero lasciare anche questa nuova terra, che li aveva
ospitati, a causa dell'opposizione cattolica culminata in un processo
che li costrinse a chiudere la stamperia di Soncino ed a cercare
rifugio e lavoro altrove. La
loro attività continuò attraverso nuove imprese tipografiche aperte
a Barco, Brescia, Casalmaggiore, Fano, Pesaro e poi fino a Napoli,
Salonicco e Costantinopoli.
Stamparono non solo in lingua ebraica ma anche opere letterarie in
latino ed italiano e persino testi religiosi cristiani.
Ma firmarono sempre le loro produzioni con il nome di SONCINO,
quale segno di riconoscenza verso la città che li aveva accolti dopo
la cacciata dalla Germania.
la
visita continua ...
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