Home Page > Province > Cremona > Le risorgive cremasche Mercoledi, 10 Marzo 2010 
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Le risorgive cremasche (I)

La zona a nord-ovestdi Crema è una zona scarsamente abitata ed è caratterizzata dalla presenza di acque risorgive e ampie distese di campi coltivati. I paesi toccati dall'itinerario presentano un aspetto tipicamente rurale con alcune importanti presenze artistiche. Partendo da piazza Rimembranze si percorre il lungo viale di Santa Maria in pista ciclabile fino ad arrivare al santuario di Santa Maria della Croce, il più importante monumento rinascimentale della città.
Aggirata la chiesa si abbandona la statale per Bergamo e si imbocca a sinistra via
Battagio. La si percorre per un centinaio di metri fino all'incrocio con via Mulini, così chiamata per la presenza dei mulini che sfruttavano la forza della roggia Morgola, dove ancora si conservano alcune ruote per quanto non più funzionanti. La strada passa vicino al piccolo cimitero di Santa Maria e quindi si restringe fino a diventare pista ciclabile affiancata alla statale 591 per Bergamo.
Si prosegue per ancora due chilometri passando oltre la Torre dei Zurli, interessante edificio settecentesco a scopo rurale ma di pregevole architettura con corte e oratorio, Si abbandona quindi la strada al primo incrocio a sinistra (via Pertini) ormai nella parte residenziale dell'abitato di Pianengo che si costeggia per tutto il margine occidentale fino ad incontrare la piccola strada asfaltata (via Campagnola) che con percorso tortuoso porta a Campagnola, antica località fondata dai benedettini della comunità di San Benedetto in Crema che misero a coltura il suo territorio. La loro presenza è ancora evocata nei nomi della cascina Badia e della
cascina Torchio, alludenti alle grange monastiche e ai lavori che vi si praticavano. Superato il ponte sul Rino, dove si vede la torretta dell'oratorio dell' Immacolata, costruito nel 1621,si svolta a sinistra in direzione di Cremosano. La strada costeggia la cascina Badia e dopo due chilometri percorsi nella campagna supera la linea ferroviaria ed entra nell'abitato di Cremosano per via Mazzini, sulla quale si aprono antichi cascinali, alcuni di interesse architettonico essendo l'origine del paese, al pari di Campagnola, favorito dall'opera di bonifica del territorio varata dai benedettini e dunque legata all'economia rurale. La chiesa parrocchiale dedicata alla Maddalena, conserva dell'antico edificio solo la parte absidale con stucchi, affreschi e tele di scuola cremasca del Seicento. Superata la piazza si arriva all'incrocio con la strada per Caravaggio, dove sorge un bell'oratorio con grazioso  campaniletto in cotto; si percorre questa strada per un altro chilometro superando il rondò con la Melotta fino a Trescore. Si svolta alla prima sinistra in via Magri, quindi a destra passando di fronte al municipio e a un oratorio, e di nuovo a destra dove appare lo svelto campanile della chiesa parrocchiale di Sant'Agata. L'imponente struttura, costruita nel 1757/59 in forme grandiose, è caratterizzata dalla facciata in cotto dai mussi profili e dall'andamento concavo-convesso. L'interno presenta un grandioso invaso coperta da cupola a calotta su pennacchi, con quattro altari laterali, due per parte, sfondati entro nicchie con quadrature architettoniche. I monumentali piloni che sostengono la cupola sono aperti da vani e da scenografici coretti, Nel 1767 venne splendidamente decorata da un'èquipe di stuccatori, pittori figuristi e pittori quadraturisti.

il viaggio continua ...

Fonte: Pubblicazioni APT Lombarde
 
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