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L'itinerario
parte da piazza Papa Giovanni XXIII a Crema che accoglie nel proprio centro la
Porta Ombriano (1805-07), opera dell'architetto cremonese Faustino
Rodi.
Dando le spalle a Porta Ombriano si prende sulla destra via
Gramsci, si oltrepassa l'incrocio con via Mercato si continua fino
ad oltrepassare via Indipendenza e si procede per via Treviglio che
termina sulla strada provinciale n. 2 per Cremosano. Se ne percorre
solo un breve tratto e quindi si svolta alla prima strada
a sinistra che conduce nella zona del Moso dì Crema.
Questa interessante area naturale, sopravvissuta alle più recenti urbanizzazioni
della città, è ciò che rimane della ampia zona palustre, generata
dai ristagni delle acque risorgive e di esondazione fluviale, che
avvolgeva anticamente il territorio a nord-ovest di Crema costituendo una sorta
di difesa naturale utilizzata dagli stessi cremaschi per proteggersi
dalle invasioni nemiche; di tale funzione se ne trova testimonianza
per la prima volta in un testo del XII secolo del Rachevino dedicato
alle imprese dell'imperatore Federico I. nel quale egli ricorda, in
qualità di testimone, che il sito era protetto naturalmente dalle
paludi.
A partire dal XIV secolo il Moso venne bonificato per opera dei
benedettini che vi avevano possedimenti: le acque vennero allora
raccolte nello scolmatore Cresmiero e dal 1488 anche nel Travacone, che
scaricavano l'acqua a valle nel Serio. Le 26.000 pertiche di palude estimate nel
1750 da Vittore Da Mosto si erano già ridotte a meno della metà (10.000 pertiche) nel 1843. Con
l'inaugurazione del canale Vacchelli, nel 1887, le residue acque
colatizie confluirono tutte nel nuovo cavo. conferendo al Moso il suo
attuale aspetto di zona coltivata attraversato da rogge e canali. Tuttavia, attraversandolo, è ancora oggi possibile imbattersi in
piccoli corsi d'acqua, spesso di origine sorgiva, che proprio dal Moso
traggono vita; mentre altri vi terminano il proprio corso, un tempo
alimentando naturalmente la palude stessa e oggi convogliati nei
canali scolmatori.
il
viaggio continua...
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