Home Page > Province > Cremona > Da Crema alla foce del Serio Venerdi, 3 Settembre 2010 
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Da Crema alla foce del Serio (I)

Il viaggio da Crema fino alla foce del Serio si sviluppa interamente su strade asfaltate appartenenti alla viabilità secondaria, scarsamente utilizzate dagli automezzi e quindi ideali per il cicloturismo. E tuttavia possibile percorrere il medesimo itinerario anche in automobile. Il percorso, la cui prima parte da Cre ma a Montodine si snoda all'interno del Parco Regionale del Serio, in una delle poche zone naturali rimaste intatte lungo il corso del fiume, permette di ammirare numerose testimonianze di epoche diverse di architettura religiosa, civile e rurale.
Partendo da Crema, da piazzale Rimembranze, si oltrepassa il ponte sul fiume Serio e al semaforo si svolta a destra in via Cremona; dopo circa un chilometro si imbocca via Marzale, strada alberata ciclabile che arriva a incrociare la circonvallazione della città. Lo stesso punto è raggiungibile anche in auto proseguendo via Cremona fino al rondò e prendendo in direzione Milano. Oltrepassato l'incrocio con via Visconti, si continua diritti per una strada che, costeggiata da un fossato, transita sotto la nuova tangenziale di Crema e si snoda, a fianco di vecchie cascine, tra l'attuale corso del Serio e l'alveo antico del fiume, abbandonato definitivamente tra il XIII e XIV secolo ed oggi occupato dal cosiddetto Serio Morto. Dopo circa due chilometri si raggiunge la piccola  frazione di Ripalta Vecchia con l'antica parrocchiale dedicata al santo cremonese Imerio.
Attraversato l'abitato, che deve il suo nome ai feudatari De Vegiis (o De Vecchi) e non a una maggiore antichità rispetto alle altre località omonime, si continua lungo la strada provinciale n. 52 lasciando sulla sinistra il bivio per Madignano; la strada passa sopra un ponticello che supera la roggia Pallavicino e la roggia Borromea. ln questo punto ha termine la terza tratta del Serio Morto detto "alla Comparina" (in quanto irriga la zona della cascina omonima) che ha origine nel territorio del comune di Offanengo.
Dopo circa 1,5 Km dall'abitato dì Ripalta Vecchia si giunge al Santuario del Marzale. L'edificio sorge sul luogo di una antica chiesa la cui esistenza è attestata fin dal secolo XI, ma nelle forme attuati il santuario è del XIV secolo, epoca cui risalgono alcuni affreschi sul muro settentrionale interno. La chiesa è circondata su due lati da un portico coperto da una falda di tetto, mentre il terzo lato ospita la sacrestia e l'abitazione del custode. L'attuale facciata è il risultato del franamento del terrazzo prospiciente il fiume, avviato già nel XV secolo, che ha costretto a un arretramento della fronte. L'interno, a una sola navata, sì presenta in forme molto semplici, con la zona presbiterale suddivisa in tre cappelle. Quella centrale ospita una antica immagine della Madonna del latte, racchiusa in una elegante cornice a stucco con angeli. Il bel paliotto in scagliola è opera dett'intelvese Pietro Solari datato 1711, La cappella di sinistra accoglie l'importante gruppo ligneo policromo del Mortorio, o Compianto sul Cristo morto, databile alla metà del Quattrocento, opera di artisti lombardi vicini alla bottega Pavese dei Da Surso. Sulla parete settentrionale sono ancora visibili frammenti dì affreschi, i più antichi dei quali risalgono al XIV secolo: in particolare va menzionato l'affresco con lo Sposalizio di santa Caterina, che è quello non solo quello meglio conservato ma anche di migliore qualità, opera di un pittore lombardo attivo intorno al 1380 e commissionato dalla famiglia Terni di cui compare lo stemma. La cappella del Compianto è inoltre decorata con affreschi settecenteschi raffiguranti episodi della Passione di Cristo. Al 1757 risalgono anche gli affreschi, attribuiti a Tommaso Picenardi ma molto deteriorati, che decorano il muro esterno sotto il portico con una Via Crucis. Allo stesso pittore viene ascritta anche la decorazione (le Anime purganti) delta cappellina che sorge sul piazzale in prossimità della scala che scende alla bassura del Serio dove è il sacello dell'apparizione con affresco settecentesco, Chiude il santuario verso la strada l'alto campanile costruito verso il 1410 per volere di Giorgio Benzonì, signore di Crema. con finalità militare e di avvistamento.

il viaggio continua...

Fonte: Pubblicazioni APT Lombarde
 
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