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Il
viaggio da Crema fino alla foce del Serio si sviluppa interamente su strade
asfaltate appartenenti alla viabilità secondaria, scarsamente utilizzate dagli
automezzi e quindi ideali per il cicloturismo. E tuttavia possibile
percorrere il medesimo itinerario anche in automobile. Il percorso, la
cui prima parte da Cre ma a Montodine si snoda all'interno del Parco
Regionale del Serio, in una delle poche zone naturali rimaste intatte
lungo il corso del fiume, permette di ammirare numerose testimonianze di
epoche diverse di architettura religiosa, civile e rurale.
Partendo da Crema, da piazzale Rimembranze, si oltrepassa il ponte sul fiume
Serio e al semaforo si svolta a destra in via Cremona; dopo circa un
chilometro si imbocca via Marzale, strada alberata ciclabile che
arriva a incrociare la circonvallazione della città. Lo stesso punto
è raggiungibile anche in auto proseguendo via Cremona fino al rondò
e prendendo in direzione Milano. Oltrepassato l'incrocio con via
Visconti, si continua diritti per una strada
che, costeggiata da un fossato, transita sotto la nuova tangenziale
di Crema e si snoda, a fianco di vecchie cascine, tra l'attuale corso
del Serio e l'alveo antico del fiume, abbandonato definitivamente tra
il XIII e XIV secolo ed oggi occupato dal cosiddetto Serio Morto. Dopo
circa due chilometri si raggiunge la piccola frazione di Ripalta
Vecchia con l'antica parrocchiale dedicata al santo cremonese
Imerio.
Attraversato l'abitato, che deve il suo nome ai
feudatari De Vegiis (o De Vecchi) e non a una maggiore antichità
rispetto alle altre località omonime, si continua lungo la strada
provinciale n. 52 lasciando sulla sinistra il bivio per Madignano; la
strada passa sopra un ponticello che supera la roggia Pallavicino e
la roggia Borromea. ln questo punto ha termine la terza tratta del
Serio Morto detto "alla Comparina" (in quanto irriga la zona
della cascina omonima) che ha origine nel territorio del comune di Offanengo.
Dopo circa 1,5 Km dall'abitato dì Ripalta Vecchia si giunge
al Santuario del Marzale. L'edificio sorge sul luogo di una antica
chiesa la cui esistenza è attestata fin dal secolo XI, ma nelle forme
attuati il santuario è del XIV secolo, epoca cui
risalgono alcuni affreschi sul muro settentrionale interno. La
chiesa è circondata su due lati da un portico coperto da una falda di
tetto, mentre il terzo lato ospita la sacrestia e l'abitazione del
custode. L'attuale facciata è il risultato del franamento
del terrazzo prospiciente il fiume, avviato già nel XV secolo, che
ha costretto a un arretramento della fronte. L'interno, a una sola
navata, sì presenta in forme molto semplici, con la zona presbiterale
suddivisa in tre cappelle. Quella centrale ospita una antica immagine
della Madonna del latte, racchiusa in una elegante cornice a stucco
con angeli. Il bel paliotto in scagliola è opera dett'intelvese
Pietro Solari datato 1711, La cappella di sinistra accoglie l'importante gruppo ligneo
policromo del Mortorio, o Compianto sul Cristo morto, databile
alla metà del Quattrocento, opera di artisti
lombardi vicini alla bottega Pavese
dei Da Surso. Sulla parete settentrionale sono ancora
visibili frammenti dì affreschi, i più antichi dei quali risalgono
al XIV secolo: in particolare va menzionato l'affresco con lo
Sposalizio di santa Caterina, che è quello non solo quello meglio conservato ma
anche di migliore qualità, opera di un pittore lombardo attivo
intorno al 1380 e commissionato dalla famiglia Terni di cui compare lo
stemma. La cappella del Compianto è inoltre decorata con affreschi
settecenteschi raffiguranti episodi della Passione di Cristo. Al 1757
risalgono anche gli affreschi, attribuiti a Tommaso Picenardi ma molto deteriorati, che decorano il muro esterno sotto il portico con
una Via Crucis. Allo stesso pittore viene ascritta anche la
decorazione (le Anime purganti) delta cappellina che sorge sul
piazzale in prossimità della scala che scende alla bassura del Serio
dove è il sacello dell'apparizione con affresco settecentesco, Chiude
il santuario verso la strada l'alto campanile costruito verso il 1410
per volere di Giorgio Benzonì, signore di Crema. con finalità
militare e di avvistamento.
il viaggio continua...
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