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Il Duomo di Cremona conserva della
ricostruzione romanica avvenuta nel XII secolo l'interno a tre navate coperte da volte e, negli stipiti del portale, lastre rappresentanti i profeti. Alla
fine del XIII secolo la chiesa venne ampliata
e abbellita in forme gotiche lombarde. A questo periodo appartengono il transetto (1288-1342), con
le due pittoresche testate in cotto, il protiro a due ordini (con rilievi della scuola
dell'Antelami raffiguranti i mesi), il
rosone (1274) e il Torrazzo.
Alla fine dal XV secolo la facciata venne sopraelevata e ulteriormente arricchita.
L'interno, a tre navate, tre absidi e matronei, conserva un ciclo di affreschi
a cui lavorarono successivamente Boccaccio Boccaccino (1515-1519), il
Romanino (1519), il Pordenone (1520-1532) e i Campi (1569), Notevoli anche gli arazzi fiamminghi del XVII secolo.
Il Torrazzo, che con i suoi 111 metri altezza è il campanile più alto
d'Italia, è il simbolo dalla città: fu costruito nel 1267 per scopi militari (veniva
utilizzato per chiamare a raccolta le milizie) e ricostruito nel Trecento come campanile dell'attigua cattedrale. Presenta il fusto in cotto (1267) a coronamento in marmo, a loggia
colonnata e cuspide (1287-1300). E possibile salirvi (non senza sforzo, considerati i 487 scalini) a ammirare lo splendido panorama sulla città. Sul fusto della
torre campanaria fa bella mostra di sè l'orologio astronomico del 1583. E'
raccordato alla facciata della cattedrale dalla rinascimentale loggia
della Bertazzola.
Il Battistero è un edificio romanico dal XII secolo a pianta
ottagonale, coronata da un'elegante loggia, con sovrastante cupola alla cui sommità è una statua bronzea
trecentesca raffigurante l'Angelo con la croce. L'interno, ad arcate a doppie ordine di matronei, conserva un tenta battesimale del Cinquecento.
Il palazzo del Comune è stato edificato fra il 1204 e il 1246,
ed è l'antico palazzo dei Nobili, o dei Ghibellini, contrapposto, nella seconda metà del XIII secolo, al palazzo guelfo di
Civitanova, Più volte rimaneggiato nel corso dai secoli, presenta al piano
terreno un porticato ad arcate ogivali a cui corrispondono, nell'ordine superiore, finestre rettangolari. Dal pilastro centrale dal porticato si stacca
l'arangario
(1507). Conserva all'interno, nella sala della Giunta, un bel camino in marmo, dal 1502, e, nella salette
dei Violini, quattro tra i più celebri a preziosi violini dalla liuteria locale: il
Carlo IX di Francia di Andrea Amati (1566), l'Hammerle di Niccolò Amati (1658),
il Cremonese di Antonio Stradivari (1715), il violino dì Giuseppe
Guarnieri del Gesù (1734).
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